Come partecipare alle nostre osservazioni
UN MONDO TUTTO DA SCOPRIRE ... |
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Fino dalla nascita, il bambino utilizza tutti i suoi sensi per conoscere il mondo. Per esempio, già a due giorni di vita sa distinguere gli odori, in particolare quello del corpo della mamma.
Così, quando la mamma appoggia il suo piccolo al seno per allattarlo, spesso il bambino gira la testa verso di lei prima ancora di vedere il seno o di essere toccato dal capezzolo. Inoltre, se si avvicinano al naso del bambino due pezzettini di cotone, uno imbevuto di latte materno e l’altro imbevuto del latte di un’altra donna, il bambino girerà la testa verso il pezzettino di cotone che odora della propria mamma.
Questi comportamenti rivelano che anche il bambino appena nato sa riconoscere l’odore della pelle e del latte della mamma.
Non solo: il senso del gusto, unitamente a quello dell’olfatto, consente al bambino di differenziare fino dalle prime ore di vita i diversi sapori. Già a 12 ore dalla nascita, se gli si fa assaggiare un liquido dolcificato, il bambino assume un’espressione soddisfatta, mentre fa smorfie di disgusto e irritazione per quei sapori che sono acidi o amari. |
UN MONDO TUTTO DA SENTIRE ... |
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Benchè la gamma di suoni alla quale il feto è esposto sia più limitata di quella dell'ambiente extrauterino, vi è un ampio consenso nel ritenere che il sistema uditivo sia funzionante già prima della nascita. Ciò trova conferma nel fatto che anche i bambini prematuri dimostrano di rispondere alla stimolazione acustica.
La principale differenza tra il sistema uditivo di un adulto e quello di un neonato riguarda la capacità di percepire suoni di diversa intensità. Infatti, alla nascita i bambini hanno una soglia di risposta più elevata. Ciò significa che, a parità di suono, il neonato, rispetto all'adulto, lo rileva quando è più forte. |
UN MONDO TUTTO DA VEDERE ... |
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Diversamente dal sistema uditivo, quello visivo è, alla nascita, ancora immaturo. Semplificando, è possibile paragonare il sistema visivo del neonato a quello di un adulto miope, ovvero di un adulto che vede bene da vicino e male da lontano. Più precisamente, alla nascita un bambino non riesce a mettere a fuoco ciò che si trova ad una distanza superiore ai 40-50 cm.
Questo non è l'unico limite che caratterizza il sistema visivo del neonato. Infatti, è come se il bambino vedesse tutto un pò sfuocato e, anche quando un oggetto è vicino, egli coglie con difficoltà i dettagli, soprattutto se sono più sottili di 1 cm.
Benchè il sistema visivo del neonato sia immaturo, esso dimostra comunque una certa funzionalità. Infatti, fino dalla nascita, il bambino è in grado non solo di selezionare l'informazione visiva, ma anche di discriminarla, ovvero è capace di cogliere le differenze che caratterizzano uno stimolo e lo rendono diverso da un altro. Quello che più stupisce è che il neonato dimostri non solo di sapere distinguere 2 stimoli sulla base di alcune proprietà fisiche (per esempio la dimensione, la forma o l'orientamento), ma anche di saper riconoscere uno stimolo familiare da uno stimolo nuovo, ovvero mai visto prima. |
COME SIAMO RIUSCITI A SCOPRIRE QUESTE CAPACITA’?
Per ottenere informazioni preziose sulle abilità cognitive presenti alla nascita, i ricercatori utilizzano delle tecniche di osservazione. Per esempio, per capire quali sono gli stimoli che il bambino guarda con più interesse, si avvalgono di una tecnica chiamata preferenza visiva che consiste nel presentare al bambino due stimoli contemporaneamente. Di solito, il neonato sposta più spesso lo sguardo e osserva più a lungo lo stimolo che più lo attrae.
Utilizzando un’altra tecnica, chiamata abituazione, è stato osservato che quando si presenta al bambino l’immagine di un oggetto per alcuni minuti, egli la osserva inizialmente a lungo. Dopo poco, però, il suo interesse diminuisce e la figura viene guardata progressivamente sempre meno. Questo significa che il neonato ha imparato a conoscere quell’oggetto, che è quindi diventato familiare. Se però gli viene mostrata una figura per qualche aspetto diversa dalla precedente, la sua attenzione immediatamente si ridesta e il bambino dedica di nuovo molto tempo alla osservazione della nuova immagine.
Da questo comportamento si può concludere che il neonato è in grado di cogliere la differenza fra le due immagini e che, di conseguenza, ha memorizzato la prima e l’ha confrontata con la seconda.
Dove ci puoi trovare ...
Tutti i pomeriggi al reparto neonatale della Clinica Pediatrica dell’Università di Padova
Alcune parti del testo sono state tratte da Valenza E., Pividori D.. Appena nato. Opuscolo divulgativo, CLEUP, 2001.
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Prima di essere attuati, i programmi di ricerca sui neonati vengono sottoposti a una VALUTAZIONE SCRUPOLOSA DA PARTE DI DUE COMITATI DI BIOETICA, uno del dipartimento di Psicologia dell’Università e l’altro del dipartimento di Pediatria dell’Ospedale.
Tutti i neonati presenti nel nido, a patto che i genitori abbiano dato il loro assenso, vengono coinvolti nelle ricerche. |
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